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L'associazione |
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Premio Speciale |
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Il Premio Nazionale |
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.: Edizione 2007 |
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.: Edizione 2006 |
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.: Edizione 2005 |
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.: Edizione 2004 |
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Mons. Pompeo Sarnelli |
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I PREMIATI DELLA II^ EDIZIONE
Per questa seconda edizione i Premiati sono:
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Sua Em.za il Cardinal Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace.
Salernitano di nascita, pochi anni dopo l'ordinazione sacerdotale e il conseguimento di una laurea di Diritto Canonico entra nella diplomazia vaticana. Nominato Nunzio Apostolico di alcuni stati della grande regione asiatica dell'Indocina è ordinato Arcivescovo titolare di Segerme nel 1980. Sei anni dopo è inviato alle Nazioni Unite, quale Osservatore Permanente della Santa Sede. Sedici anni a New York spesi partecipando attivamente alle maggiori Conferenze internazionali, nel costante impegno in favore delle pacifiche e proficue relazioni tra i popoli.
Ritornato in Italia nell'ottobre 2002, per presiedere il Pontificio
Consiglio della Giustizia e della Pace, organismo che stimola la
comunità cattolica mondiale verso i paesi più bisognosi in uno
spirito di carità e giustizia, non ha fatto mancare la sua voce
sulla tragica situazione in Medio Oriente. È, dal Santo Padre
Giovanni Paolo II, creato Cardinale della Diaconia di San Francesco
di Paola ai Monti nel Concistoro Ordinario Pubblico del 21 ottobre
2003. |
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Il Cardinale Renato Raffaele MARTINO,
intervenendo sul processo di pace nella martoriata Palestina,
afferma: "C'è sempre l'ottimismo cristiano in questa tragica
vicenda. Io credo che quei due popoli non possono che vivere in pace
per fare del Medio Oriente una terra di pace. Noi tutti speriamo che
le Comunità Internazionali possano veramente aiutare questo processo
di fratellanza. Anche il Santo Padre si era espresso senza indugi in
tal senso, ritenendo che la guerra è un'avventura senza ritorni, un
messaggio di cui mi sono fatto portavoce nelle mie funzioni di
Ministro della Pace e della giustizia.
Ringrazio voi tutti- continua il Cardinale Martino - per questo
premio dedicato ad un personaggio storico che ha servito la
comunità, il popolo di Dio e sono felice che la Città di Bisceglie
intenda, con questa manifestazione, celebrare le sue radici che sono
innegabilmente cristiane". |
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Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Paolo Romeo, Nunzio Apostolico per l'Italia e San Marino.
"Nativo di Acireale, poco dopo l'ordinazione sacerdotale entra nella diplomazia vaticana. Nominato Nunzio Apostolico di Haiti, è dal Santo Padre consacrato Arcivescovo titolare di Vulturia il 6 gennaio 1984. Dopo aver guidato le nunziature di Colombia e Canada, nell'aprile 2002 gli è stata affidata la Nunziatura Apostolica per l'Italia e San Marino. Nella sua funzione di Ambasciatore, il suo quotidiano impegno è teso a rendere sempre più saldi ed efficaci i rapporti della Santa Sede con lo Stato Italiano e la piccola Repubblica di San Marino, ma anche a fortificare i vincoli di unità che intercorrono tra la Sede Apostolica e le Chiese particolari italiane". |
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Il Nunzio Apostolico Mons. Paolo Romeo,
intervistato sullo stato di salute della Chiesa italiana, afferma
quanto segue: " La nostra è una Chiesa che sente la
responsabilità di ritrovarsi con se stessa, che è poi il fondamento
del sacramento dell'Eucarestia.Vedo intorno un entusiasmo giovanile
che è qualcosa di molto bello e su questo credo che la Chiesa dovrà
insistere.
Vi ringrazio per questo premio che mi viene dato e per i bei
discorsi che vengono fatti per rendere viva la memoria della storia.
Noi non siamo venuti dal nulla e non andiamo incontro all'ignoto.Veniamo
da una storia che abbiamo assimilato e che ci dà un'identità : solo
chi ha un'identità cosciente e definita- continua Mons. Romeo - è
preparato a darla agli altri. Congratulazioni a Bisceglie." |
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Prof. Dott. Marco Onofrj, Ordinario di Neurologia presso l'Università degli Studi "Gabriele D'Annunzio" di Chieti e Pescara.
"Il prof. Onofrj è Responsabile del Centro di Scienze dell'Invecchiamento della Fondazione "Università Gabriele D'Annunzio"; Direttore del Servizio di Neurofisiopatologia del Presido Ospedaliero di Pescara, nonché dell'Unità Operativa "Neurologia Comportamentale e Disordini del Movimento", considerata la più grande ed importante del genere del Sud Italia. È in prima linea nello studio sulla Malattia di Parkinson, nelle sue applicazioni sperimentali sia in campo chirurgico che in quello farmacologico". |
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Prof. Arch. Pietro Laureano, Docente presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari.
"Lucano di Tricarico, Architetto urbanista, Professore a contratto di "Storia della città e del territorio" presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari; Consulente UNESCO, esperto delle zone aride, della civiltà islamica e degli ecosistemi in pericolo. È Amministratore Unico dell'IPOGEA, Centro Studi Italiano sulle Conoscenze Tradizionali e Locali. Fa parte del coordinamento internazionale per la salvaguardia della famosa Petra, in Giordania. Ha elaborato gli studi che hanno motivato l'iscrizione di Matera, con i suoi Sassi, nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO". |
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Prof. Roberto Pazzi, poeta, scrittore e giornalista.
"Nativo di Ameglia, nello spezzino, vive a Ferrara, paese d'origine della sua famiglia, dov'è stato Docente di Antropologia presso l'Università della cittadina romagnola. Premio Campiello 1985 con "Cercando l'Imperatore", suo esordio narrativo, si dedica alla scrittura di romanzi di genere storico-fantastico, che lo fanno conoscere al grande pubblico non solo italiano: le sue opere, infatti, sono state tradotte in quindici lingue e hanno conseguito diversi riconoscimenti di critica letteraria. Per anni collaboratore del "Corriere della Sera"e "l'Europeo", scrive sulle pagine culturali di diversi quotidiani nazionali". |
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Il prof. Roberto Pazzi nel definirsi "un
uomo della parola ", sottolinea con preoccupazione la minaccia
che ci perseguita per un eccesso di immagini.
" La nostra è una civiltà teledipendente- afferma il prof. Pazzi -
che finisce per inibire alcune forme di cultura come la lettura e la
scrittura. Sarnelli con le sue opere ci insegna dopo 200 anni quale
sia la vera strada da percorrere per una crescita culturale. Ecco
perché la parola è necessaria, essa sola salva la nostra memoria.
Questo mondo è affetto da una perversa equazione che vorrebbe farci
credere che non esistiamo se non appariamo.
Passività televisiva e attività di senso critico della lettura la
dicono lunga sulla necessità di promuovere sempre più la cultura.
Per queste ragioni ritengo siano importanti manifestazioni come
questa che danno lustro ad un uomo che è stato scrittore illuminato,
oltre che uomo di fede". |
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Prof. Paolo Matthiae, Preside della Facoltà di Scienze Umanistiche dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".
"Romano di nascita, Responsabile della Missione Archeologica italiana nell'antica città siriana di Ebla, da lui portata alla luce nel 1964, è Ordinario di Archeologia e Storia dell'Arte del Vicino Oriente Antico presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". È Condirettore delle Missioni archeologiche congiunte Italo-Palestinesi a Gerico e Italo-Giordane nello Wadi Yabis. Tra le sue imprese archeologiche più rilevanti va ricordata l'individuazione della necropoli reale del tempio di Hammurabi, re di Babilonia della prima dinastia. I suoi saggi e studi pubblicati intraprendono una revisione critica del ruolo storico della Siria nel quadro delle civiltà del Vicino Oriente". |
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Il prof. Paolo Matthiae, tra i più
affermati archeologi mondiali, nel ribadire l'importanza
dell'archeologia, smentisce quanti la ritengono scienza rivolta al
passato . Trattasi, invece, di una disciplina molto attuale perché
proprio dal passato trae ispirazione; è un ideale itinerario tra
l'identità e l'attività, un ponte tra il passato e il futuro.
"L'assegnazione di questo premio- sottolinea il prof. Matthiae- mi
lusinga in modo particolare perché l'archeologia è una scienza che
attrae tantissimo i giovani ai quali rivolgo il mio invito perché si
lascino coinvolgere dal fascino della ricerca. Voglio ringraziare
voi tutti per aver voluto fondare questo premio sulla cultura del
passato, volgendo l'attenzione al passato e soprattutto per
l'interesse vivissimo che prestate al dialogo con il Mediterraneo." |
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